Parrocchia di S. Bartolomeo di Gerola Alta
IL RIORDINO DELL’ARCHIVIO PARROCCHIALE DI GEROLA ALTA - "PROGETTO SACELLO VOTIVO"
Madonna di Gerola - Splash - Fotografie - Le origini - LA CHIESA DEL 1504
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La frazione di Fenile è già abitata dagli Spandrio, mentre a Nasoncio si trovano i Fallati (Giovanni con i figli Petreto e Delaydo). A Castello abitano alcune famiglie i cui soprannomi, Taschi e Sterli, a Gerola non hanno dato origine ad un vero e proprio cognome.

A Ravizze vive un certo Guarisco figlio di Alberico, detto comunemente l'Acquistapace, che è probabilmente il capostipite di questa parentela. infatti solamente con i figli Lafranco, Curto, Pietro, Uberto e Bertramo il soprannome, da individuale, diventa proprio di tutta la famiglia (de Acquistapace). Sempre a Ravizze troviamo Conforto, figlio di Giovanni, il cui particolare soprannome "Colia" darà origine al cognome Colli; Bonaventura detto Calvo è invece il capostipite dei Calvi, una parentela che in seguito si è estinta a Gerola.

Nel corso del Trecento è possibile seguire anche la costituzione della frazione Valle e la nascita del cognome De' Mazzi. Il capostipite è il fabbro Morando detto Mazza, che costruisce una fucina vicino al Bitto. Dal suo soprannome i discendenti vengono chiamati De' Mazzi e la località Case dei Mazzi. Il cognome, poi, nel corso del Seicento subisce una nuova modifica e diventa Maxenti.

Altri cognomi, originari di Gerola, si sono formati più tardi, nel corso del Cinquecento, come gli Ambrosetti a Fenile (dalla ripetizione del nome Ambrogio all'intemo della famiglia), Manni a Castello e Quaini a Nasoncio (rispettivamente dai soprannomi Man e Quaino).

A conclusione di queste brevi notizie sulle origini è opportuno inserire alcune considerazioni. Va ricordato anzitutto che la tradizione secondo cui i primi abitanti provenivano, oltre che dal fondovalle, dal crinale opposto della montagna è comune a molti paesi del versante Nord delle Orobie, specialmente quelli in cui si è operata l'estrazione e la lavorazione del ferro. La consuetudine di portare i morti nella terra d'origine per la sepoltura sarebbe avvalorata anche dal ricorrere di toponimi come "posi di mort", dove il pietoso corteo compiva delle

soste- e, secondo alcuni, anche dello stesso passo del Mortirolo. La cosa non deve apparire inverosimile, se pensiamo che ancora nel Settecento alcuni gerolesi emigrati a Piantedo, e morti in quella località, per la sepoltura venivano trasportati a Gerola, con una processione solenne cui partecipavano clero, parenti e fedeli; anche i morti, infatti, dovevano avere dimora nel paese, perchè non venisse rotta, l'unione della comunità, che comprendeva vivi e defunti (7).

Non suscitano meraviglia, inoltre, gli spostamenti di popolazione fra zone diverse. Dall'esame dei documenti emerge infatti che, nonostante le comunità siano molto gelose della loro autonomia e appaiano restie nei confronti dei "forestieri" di fatto instaurano un fitto intreccio di rapporti economici e sociali che riguardano la valle del Bitto, i paesi della bassa Valtellina, la Valsassina, la val Taleggio, la val Brembana e la Valcamonica. Si è indotti a ritenere che nei tempi antichi la montagna non costituisse una barriera invalicabile per le comunicazioni, come oggi, ma unisse anzichè dividere le comunità abitative; il fenomeno è proprio di tutta l'area alpina, come dimostra il fiorire di civiltà sui versanti opposti delle montagne. Nel caso specifico di Gerola, recarsi a Premana o a Ornica (in provincia di Corno e di Bergamo), per difficoltà e tempi di percorrenza, non era molto diverso che scendere a Cosio o a Morbegno.

LA PARROCCHIA, L'ANTICA CHIESETTA E I PRIMI LASCITI

Se per noi è difficile avere notizie sulla nascita del paese, non è più agevole conoscere quando abbia avuto origine la parrocchia di Gerola e da quale chiesa matrice si sia staccata. Mons. Agostino Acquistapace, sulla scorta della tradizione orale riportata sopra, è indotto a "ricercare la chiesa mattice di Gerola in Valsassina, piuttosto che in

7) Il fenomeno aveva creato anche un vero e proprio conflitto di competenza fra i parroci di Gerola e di Píantedo, risolto con un arbitrato nel 1769.



Testi tratti da:
"GEROLA la sua gente, le sue chiese" di Cirillo Ruffoni
Editore: Morales S.r.l. - Via Spreafico 10 - 20052 Monza (MI)